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5 agosto 2013

Una questione di pezzi

Torno, ci sono.
Avevo messo da parte gomitoli, uncinetti e mercatini per dedicarmi ad un altro progetto. Lo faccio spesso in fondo.
Anche qui, come in tanti lavori, si trattava di realizzare una forma alla volta e unirle insieme. Io ho pazienza per queste cose, per esempio mi piace fare puzzle, anche se l'ultimo che comprai anni fa è rimasto da allora senza i pezzi esterni. Sì, mi ero concentrata e avevo realizzato il soggetto, perché era più semplice trovare gli incastri visti i profili delle cose riprodotte. Poi inizia la parte più complicata, perché lascio alla fine la cornice, che in questo caso era fatta di alberi e cielo, con quadratini tutti dello stesso colore e senza facili appigli per riconoscere distintamente le combinazioni giuste. Ora è tutto chiuso nel cellophane tipo Laura Palmer.
Insomma ero intenta a far incastrare fondamentalmente due pezzi. Tutto liscio all'inizio, poi gli intoppi. Ok, cambio, disfo qualcosina e ricomincio. No, sbaglio direzione, forse è meglio in quest'altro modo... ecco... pare che va adesso. Invece no!

Fra - Mmm... forse non ce la farò...
Personaggio immaginario fatto apposta per questo dialogo scemo - Dai dai dai! Mica vorrai mollare tutto. Quando il gioco si fa duro...
FRA -...Telo... ?!
Pifapqds- Macchexxczzyayyayhdbgefyygfdjhvfoidhvuhdi$$£"$%&/(ici!!!!!
FRA - Escuuuuss...

Ma poi niente. Senza capo né coda, il progetto ha abbandonato me...


pezzi che non posso riappiccicare





Per fortuna ho un mucchietto di cose iniziate e mai terminate.

#1


#2

#3


#1
Un amigurumi. Un pupazzetto. Nonostante si possa credere - io almeno lo credevo prima di iniziare a farli - che siamo complicati da realizzare, in realtà in un paio d'ore sono pronti. Questo prevede anche l'uso di ritagli di stoffa, quindi per me che tengo il filo in mano come una zappa sarà un po' un impazzimento. Per ora l'ho lasciato lì, perché è di lana e francamente a 40° anche no...

#2
Una borsa a rete in canapa, filata da chissà quali mani segnate dal lavoro duro dei campi del sud, presa attraverso un vecchietto che in quel di Pisoniano ha fondato il museo della canapa. LA borsa...
E' il progetto che in fondo rappresenta l'anima di tutto quello che sto - o che non sto ancora- facendo. Ne parlerò in un post specifico, che è meglio.
Dunque la borsa è una sacca a rete (archetti archetti archetti di catenelle), che ho deciso di foderare per darle struttura e per fare in modo che non perda l'eventuale contenuto. L'ho ripresa, ho deciso di non applicare manici di legno o altro, ma di realizzarli con il filo stesso, che rivestirò di stoffa, data la consistenza dura della canapa. Devo procurarmi perciò una stoffa adatta. Anche te, borsa, aspetterai un po'...

#3
Esagoni colorati. Mi ero fermata quando ne mancavano 5. Poi li avrei uniti per farne una borsa. Credo sia l'accessorio più sensato da realizzare, la borsa intendo. In fondo, non ci vuole poi molto se ci si mette costantemente; e una donna, se vede un banchetto di borse in un mercatino, vuoi che non si fermi a guardare?
In un giorno ho terminato i 5 pezzi mancanti. Altre 48 ore e avevo rifinito tutti i bordi. Da ieri ho iniziato a cucirli insieme e va...

Insomma "La 1, la 2 o la TRè?"

La trè...

13 settembre 2012

Borsa Granny: alla fine ho finito

Ci ho messo un po', è vero. Va bene, un bel po', ma qui non si è trattato soltanto di uncinetto.

Oltre a cercare una fodera convincente - risolvendo il tutto con uno strofinnaccio da cucina- ho dovuto cucire. Dico: CUCIRE! Non sono nata con l'ago in mano, affatto, quindi inserire una fodera nella borsa e cucirla con i lati ripiegati per formare tante dolci pieghe mi ha messa alla prova. Naturalmente ero indirizzata punto per punto dalla miapersonale guru del cucito, ma sempre io l'ho fatto!
Poi... ... i manici!  Ricordate? Il progetto prevedeva due cerchi fai-da-te, ma come-li-fai-da-te? Dal ferramenta ho preso del tubo trasparente, ok, ma da solo non bastava, perchè il peso della borsa li deformava allungandoli. Così ho passato la prima settimana di agosto pensando a cosa inserire nei tubi per dargli un'anima più resistente. Non avendo idea alcuna, ho frugato e messo in disordine il piano di lavoro della casa di campagna, pieno di cose tipo bulloni, martelli, chiodi, chiodini e... come si chiama?! Non so nemmeno come si chiama, ma era perfetto per entrare nei tubi e dargli consistenza. Un tubicino fino di plastica dura con una capocchia di metallo dorato in punta. Dicono che serve per cercare le tracce dei tubi nel muro. Mah. Però come parte interna dei miei manici tubosi era perfetto. Quindi vai dal ferramenta, cerca, trova, paga, esci, segna, taglia, infila, incolla. E i manici fai-da-te li-ho-fatti.

Così ho iniziato a uncinettare i coprimanici, ma non avendo lo stesso colore sufficiente per realizzarne due, li ho fatti di due colori diversi. Così se vi sentite più solari prendete la borsa in modo che si veda il manico giallo, mentre se siete più quiete e meditative, potete mostrare il lato lilla. Principi democratici handmade.

P.S.
Ho fatto una parte del lavoro seduta sul dondolo appeso al cedro dell'Atlante che abbiamo in giardino. Era agosto e le mie gambe erano coperte dalla borsa che, non so se è stato specificato, ma è di lana. D'accordo, misto lana... Volevo dire che avevo molto caldo.

16 luglio 2012

Borsa Granny, rimembri ancor?

Quanto tempo! Il mese di Maggio è stato bello pieno, tanto che ho deposto gli uncinetti per entrare nel mondo del giornalismo (ma questa è un'altra storia).
E Giugno? Ehm... va bene, lo ammetto, per riprendermi dallo stress da lavoro mi ci vuole un bel po'. Ma non ho mica dimmenticato i miei gomitoli, anche perchè sono tutti sul tavolo da lavoro (ho deciso di comprare un mobile per gli attrezzi del mestiere, ma anche questa è un'altra storia).
Insomma, il blog è stato un po' trascurato, ma non i miei lavori: ricordate la borsa Granny supercolorata presa dal blog di ElenaRegina? Era iniziata a Pasqua e - come diciamo noi romani- è lunga una Quaresima!
Ma inesorabilmente il lavoro procede, e non soltanto il corpo principale è terminato (un quadrato Old America 60x60), ma - udite udite - ho persino cucito la fodera interna!
La scelta della fodera. Avevo fatto un salto al negozio di stoffe che mi ha fatto conoscere mia madre, per farmi un'idea di quello che avevano. Sono uscita con un'idea precisa in mente: prendere una stoffa resistente a tinta unita per evitare la confusione cromatica che incombeva sul progetto. Poi è capitato che mi sono trovata in un noto centro commerciale romano, nel reparto cucina, davanti allo scaffale dei canovacci in offerta a meno di 1euro. Folgorazione: il canovaccio unisce la resistenza all'economicità. Inoltre la fantasia a fiori era perfetta, perchè non è eccessivamente confusionaria e i colori si accostavano perfettamente a quelli dei gomitoli che ho scelto per la parte esterna. Praticamente è la fodera che ha scelto me!









Con un piccolo aiuto di chi di cucito ne sa, ho cucito il canovaccio, d'ora in poi fodera, rovescio contro rovescio della borsa sotto i bordi, sovrapponendo la stoffa per seguire la forma esterna. Per essere la prima volta, personalmente sono soddisfatta.
Ora mi cimenterò nella realizzazione dei manici fai da te con i tubi presi dal ferramenta. Non vedo l'ora!

To be continued...

13 aprile 2012

Per fare una borsa ci vuole una Granny

Quando sono "inciampata" per la prima volta nel blog di ElenaRegina sono stata colpita dai colori. Brillanti e gioiosissimi, mi fanno venir voglia di depredare il banchetto di filati del mercatino del sabato, qui sotto casa. Così, anche se siamo in primavera, o almeno dovremmo esserlo, invece di prendere del cotone non ho resistito quando ho trovato questo suo progetto per realizzare una borsa lanosa con manici tondi fai da te.
Non ho depredato la bancarella del sabato, ma quasi... parola d'ordine: colori!
Così ho iniziato con il quadrato vecchia America, anche detto piastrella Granny; semplice e, grazie ai clori, di grande effetto. Scelta uncinetto: 3 e 1/2
Si tratta di iniziare con un cerchio - io l'ho fatto di 6 catenelle - dentro il quale si lavorano gruppi di tre maglie alte intervallate nel primo giro da 2 catenelle. Per ogni giro si usa un colore diverso, perciò si taglia il filo e si nasconde con le maglie del giro successivo.
La forma base è il quadrato, che si ottiene aumentando il numero di maglie angolari. Quindi nel secondo giro, visto che gli spazi sono solo quelli angolari, in ognuno si lavorano 2 gruppi. Tra i gruppi dello stesso angolo si lavorano 2 catenelle, mentre tra gruppi di angoli divesi se ne realizza solo una.
Nei giri successivi si lavorano gruppi singoli di tre maglie alte nello spazio di una catenella, intervallati da una catenella, mentre negli spazi angolari di 2 catenelle si lavorano due gruppi di tre maglie alte ciascuno intervallati da 2 catenelle. I colori diversi mostrano le "V" che si formano negli angoli.


Così ho preso il via. Qui il quadrotto era di 20 cm scarsi, ma ora sarà di quasi 40 cm. Ci ho passato le sere di Pasqua e Pasquetta...
To be continued...